Programmi dei corsi, anno accademico 2009-2010

(per gli anni precedenti vedere l'area download)


Nota importante (leggere con attenzione!).

I programmi indicati in questa pagina differiscono (quale più, quale meno) da quelli riportati nelle Guide delle rispettive facoltà (a stampa o sul web). Perché? Le Guide di solito riportano dati che sono stati chiesti ai docenti in media un anno prima rispetto allo svolgimento effettivo del corso. Al momento di svolgere il corso può accadere (come è avvenuto di recente) che un libro non sia più disponibile in libreria, o che sia stato sostituito da una nuova edizione, eccetera. Inoltre, può accadere che limitazioni di calendario o nuove opportunità (convegni, laboratori) impongano di restringere o consentano di espandere il programma svolto. Le indicazioni che si trovano in questa pagina valgono per tutti (salvo accordi specifici), frequentanti e non frequentanti.

Economia dei beni musicali (Scienze e tecnologie della comunicazione musicale, Dipartimento di Scienze dell'informazione, Università Statale di Milano)

Popular music (Facoltà di Scienze della Formazione, Laurea triennale in Dams, Università Statale di Torino)

Ermeneutica della musica dei media (Facoltà di Scienze della Formazione, Laurea magistrale in Storia e critica delle culture musicali, Università Statale di Torino)


Economia dei beni musicali
Scienze e tecnologie della comunicazione musicale
Dipartimento di Scienze dell'informazione
Università Statale di Milano

Aula e orari: Aula Beta,
ore 15:30-17:30 (mercoledì) e Aula Alfa, ore 14:30-16:30 (venerdì),
inizio lezioni 2.10.2009


Le attività musicali e la loro economia: panoramica e analisi

    Per “Economia dei beni musicali” intendiamo estensivamente l’insieme di tutte le possibili transazioni economiche che hanno a che fare con la musica, o, in altri termini, chi paga chi e come per qualunque oggetto materiale o immateriale di natura musicale (reale o possibile) che venga scambiato. Dall’obolo al musicista di strada all’acquisto dei diritti di una canzone per un jingle o per un centralino telefonico, dalla gestione del personale della Scala alla cessione del brevetto per un circuito integrato che fa funzionare una tastiera elettronica, dal merchandising di una tournée all’ordinanza di ripartizione della Siae.

    Materiale di studio:

    F. Fabbri, Around the clock. Una breve storia della popular music, Utet libreria, Torino, 2008. Va studiato tutto, con particolare riferimento agli sviluppi delle tecnologie, dell’industria musicale, dei media;

    F. Fabbri, L’ascolto tabù, Il Saggiatore, Milano, 2005. Leggere da pag. 170 a pag. 225;

    e inoltre i seguenti materiali disponibili sul sito (Area download):

    Il management degli artisti e l'organizzazione della musica dal vivo (popular music) (presentazione PowerPont, file protetto, richiede password)
    Il mercato discografico negli USA, 1921-1980 (file protetto, richiede password)
    Auditel – Quadro Generale
    Auditel – Rilevazione settembre 2007
    Auditel – Evoluzione metodologica
    Audiradio, II semestre 2007 (lettura integrata da visita ai siti http://www.audiradio.it/indagine/index.htm e http://www.radiocontrol.ch/ )
    Rapporto Ask Musica 2007
    Fatturati e utili dei primi 20 gruppi italiani nel 2004 e 2005 - Industria musicale nel 2004
    Rapporto Siae Musica 2004
    Ordinanza di Ripartizione Siae 2001
    Ordinanza di Ripartizione Siae 2003
    Ordinanza di Ripartizione Siae 2007
    Esempio schematico di di ripartizione semestrale di diritti della classe III-TV (spreadsheet Excel)
    Legge163, 30 aprile 1985 (istituzione del FUS)
    Legge 800, 14 agosto 1967 + DL 134, 23 aprile 1998 (trasformazione degli enti lirici in fondazioni)
    Decreto 21 dicembre 2005 (criteri e modalità di erogazione di contributi in favore delle attività musicali in corrispondenza agli stanziamenti del FUS)
    Relazione sull'utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo. Anno 2004
    Atti del Convegno Il futuro senza musica, Milano, 20 febbraio 2006
    Presentazione FIMI 2004 (file PowerPoint)

    Rispetto a tutti questi materiali viene richiesto di conoscerne a grandi linee il contenuto e di saperne riferire i principali dettagli: per le cifre, gli ordini di grandezza, per le istituzioni non l’elenco completo ma la tipologia e alcuni esempi, per leggi e regolamenti i tratti principali del funzionamento.

    Letture integrative (non obbligatorie):

    M.W. Krasilovsky, S. Shemel, This Business of Music. The Definitive Guide to the Music Industry, 9th Edition, Watson-Guptill Publications (Billboard Books), New York, 2003.

    D.S. Passman, All You Need to Know About the Music Business, UK Edition, Penguin Books, London, 1998.

    Geoffrey P. Hull, The Recording Industry. Second Edition, Routledge, New York, 2004.



Popular music
Facoltà di Scienze della Formazione
DAMS
Università Statale di Torino


Aula e orari: Seminari musica, ore 16-19 al martedì e venerdì (secondo semestre), inizio lezioni 23.2.2010

Una storia della popular music, dalle origini nell’Ottocento a oggi

Premesse per una storia della popular music. Precursori: Stephen Foster, il minstrel show, la nascita di Tin Pan Alley. Dal fonografo al giradischi. I sogni di Edison, l’industria di Berliner. Primi repertori su disco.
La canzone napoletana. Intrattenimenti e varietà, dal Salone Margherita al Cafè Aman. Aristide Bruant e i primi decenni della canzone francese. Origini del flamenco, del fado, del tango.
Ragtime, blues, jazz. Musiche del Mediterraneo orientale: il rebetico, Umm Kulthum e la canzone araba. Il Kabarett.
Il cinema sonoro. Canzoni e musica da film. L’età d’oro del musical e gli “American Classics”. Voci e musiche alla radio.
Race, hillbilly, crooners: le nuove voci dell’America al microfono. Musica leggera in Italia nel ventennio fascista. Il dopoguerra negli USA: dal rhythm & blues al rock ‘n’ roll.
Il trionfo del rock ‘n’ roll. Il dopoguerra in Italia. Il Festival di Sanremo. Nuovi poeti e nuovi disturbi: gli chansonniers, la bossa nova.
Cantacronache, Cantautori, il Nuovo Canzoniere Italiano. Negli USA dopo il rock ’n’ roll: dalle alternative “perbene” a Bob Dylan. L’era dei gruppi.
L’Italia del boom, e del bitt. L’“estate dell’amore”. La “Woodstock Nation” e l’altra “altra America”, quella nera.
Canzone politica e canzone d’autore, intorno al ’68. Psichedelici, sperimentatori: da Frank Zappa ai Pink Floyd, al progressive rock. Musiche urbane e post-coloniali dopo la crisi del petrolio: punk e reggae. Dalla febbre del sabato sera alla new wave.
Il compact disc, i campionatori, il videoclip: musiche sperimentali, innovazioni commerciali, solidarietà. Il potere di “rappresentare”: rap e rock a confronto. Il mondo entra in scena: la world music. Bricolage elettronico: techno, rave e musica sulla rete.

Testi:
Franco Fabbri, Il suono in cui viviamo, il Saggiatore, Milano, 2008.
Franco Fabbri, Around the clock. Una breve storia della popular music, Utet Libreria, Torino, 2008.
Ascolto dei cd che si trovano nella biblioteca del Dipartimento al secondo piano.

Modalità dell’esame:
Orale individuale

Ricevimento:
Durante il primo semestre, nei giovedì di lezione dalle 14 alle 15, nello studio del professore al 6° piano (preferibilmente prenotandosi via email). Durante il secondo semestre, nei venerdì di lezione dalle 15 alle 16, nello studio del professore al 6° piano (preferibilmente prenotandosi via email).


Ermeneutica della musica dei media
Facoltà di Scienze della Formazione
Università Statale di Torino

Aula e orari: Seminari musica (martedì) e Aula 30 (giovedì), ore 15-18 (primo semestre, prima parte), inizio lezioni 22.9.2009

La storia della musica mediatizzata e dei suoi metodi di studio attraverso casi esemplari

La musica alla radio: dall'invenzione al broadcasting. Aspetti tecnici, economici, legislativi, politici. Radio pubbliche e commerciali. I palinsesti, le format radio. Musica dal vivo e, poi, dj. Le controversie ASCAP-NAB e le rivendicazioni dei sindacati dei musicisti. The War of the Worlds. Il genere del radiodramma. Funzione formativa e Music Appreciation Hour.
Un'introduzione a T.W. Adorno. «L'impiego musicale della radio». Canone eurocolto e musicologia convenzionale.
Il modello BBC, il circuito Euroradio, BBC-PROMS, Radio Tre.
Selector e il «caso» Radio Tre. Audiradio e Radio Control.
Musica alla televisione. Divulgazione alla TV: Leonard Bernstein e Glenn Gould. Trasmissioni popular: Ed Sullivan Show, Shindig, Top of the Pops. Nascita del videoclip.
L’analisi musematica di Philip Tagg: Fernando the Flute.
Introduzione alla teoria elettroacustica. Sistemi notali, temperamento equabile. Cromatismo, dodecafonia, serialismo. Musica concreta, musica elettronica, tape music. Avanguardie europee e sperimentalismo statunitense. Il minimalismo.
La stereofonia, l’alta fedeltà e l’evoluzione dell’ascolto.
Il trattamento numerico dei segnali e il sound degli anni ottanta e novanta. Tecniche di registrazione e di diffusione in formato digitale; l’ascolto in mobilità, lo shuffle mode.

Testi:

Franco Fabbri, Il suono in cui viviamo, il Saggiatore, Milano, 2008, pp. 17-142

Franco Fabbri, L'ascolto tabù, il Saggiatore, Milano, 2005, pp. 18-47 e 242-293

Franco Fabbri, Elettronica e musica, Fratelli Fabbri, Milano, 1984 (scaricabile da questo stesso sito, Area download: richiedere la password via email), con riferimento al programma suindicato

Materiali per il corso di Ermeneutica della musica dei media 2009-2010 (includono letture di Adorno e Tagg) disponibili su questo stesso sito (Area download: richiedere la password via email)

Franco Fabbri, Around the clock. Una breve storia della popular music, Utet libreria, Torino, 2008 (lettura facoltativa, integrativa per le parti di carattere storico-economico incluse negli altri testi)
Ascolti degli esempi musicali disponibili in Biblioteca


Modalità dell’esame:
Orale individuale

Ricevimento:
Durante il primo semestre, nei giovedì di lezione dalle 14 alle 15, nello studio del professore al 6° piano (preferibilmente prenotandosi via email).
Durante il secondo semestre, nei venerdì di lezione dalle 15 alle 16, nello studio del professore al 6° piano (preferibilmente prenotandosi via email).